Migliorare l’azione per il clima grazie alla modellizzazione dell'intero sistema Terra
Le scelte climatiche adottate oggi condizioneranno il pianeta per secoli: per deciderle con saggezza, abbiamo bisogno di modelli abbastanza potenti da mostrarci le loro conseguenze. I modelli del sistema Terra (ESM, Earth system model), che simulano l'interazione tra atmosfera, oceani, terra e sistemi viventi, sono tra gli strumenti più importanti per fornire informazioni utili all’elaborazione delle politiche climatiche. Tuttavia, sono tuttora presenti alcune lacune a supporto di un reale processo decisionale, e colmarle è l'obiettivo del progetto ESM2025(si apre in una nuova finestra), finanziato dall'UE. Il progetto ha sviluppato e testato una nuova generazione di ESM europei, facendo sì che offrissero una migliore rappresentazione del ciclo del carbonio, del metano, dell'uso del suolo, degli incendi, degli oceani e delle calotte glaciali all'interno di un quadro unico e coerente. Come spiega Roland Séférian, coordinatore del progetto: «Non si tratta solo di rendere i modelli più dettagliati, ma di renderli più adatti a rispondere alle domande che la società sta di fatto ponendo.»
Un ponte tra i due mondi della modellizzazione climatica
Uno dei progressi più significativi compiuti dal progetto è stato quello di creare un ponte più solido tra i due mondi della modellizzazione(si apre in una nuova finestra) che hanno tradizionalmente lavorato in modo separato: gli ESM, che simulano la risposta dei sistemi naturali alle emissioni, e i modelli di valutazione integrata, che analizzano le modalità attraverso cui le scelte sociali ed economiche influenzano i risultati climatici. Mettere in connessione questi modelli in modo più coerente significa evitare che le informazioni critiche vadano perse nel passaggio da un modello all'altro. Il progetto ESM2025 ha migliorato il modo in cui i percorsi delle emissioni vengono tradotti in risposte al riscaldamento e al ciclo del carbonio, garantendo inoltre un flusso più efficace di informazioni sul territorio e sul clima attraverso la catena di modellizzazione. Una parte fondamentale dell’iniziativa ha riguardato la messa a disposizione in formato open-source di MAGICC, un modello climatico veloce utilizzato per trasformare i percorsi delle emissioni in stime del riscaldamento futuro, nell’ambito di quello che Séférian definisce «un grande passo in avanti» verso la trasparenza e una maggiore diffusione.
Gli indizi sull'azione per il clima forniti dai modelli migliorati
Gli indizi sull'azione per il clima forniti dai modelli migliorati Per arrestare il riscaldamento globale, è essenziale conseguire l'azzeramento delle emissioni nette di CO2: questa è stata una conferma fondamentale del progetto ESM2025, i cui risultati(si apre in una nuova finestra) sono rilevanti in maniera diretta per gli approcci alla mitigazione e all'adattamento. Il progetto ha inoltre dimostrato che il metano e altri gas diversi dalla CO2 sono fondamentali per i risultati a breve termine. Da solo, il metano è responsabile di quasi la metà del riscaldamento attuale e la sua riduzione potrebbe produrre un effetto di raffreddamento misurabile. Per di più, ESM2025 ha fornito un'importante avvertenza in merito alle strategie di mitigazione basate sul territorio(si apre in una nuova finestra): sebbene esse possano contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici, le risposte del sistema Terra possono generare effetti collaterali o ridurre significativamente i benefici apportati. Ad esempio, le colture bioenergetiche su larga scala sono in grado di rimuovere la CO2, ma competono con la produzione di cibo e sovraccaricano le risorse idriche. Anche gli aspetti regionali hanno la loro importanza: le foreste piantate nelle aree tropicali tendono a raffreddare il clima, mentre quelle nelle regioni nevose ad alta latitudine possono causare riscaldamento a livello locale, nonostante assorbano carbonio. «Non ci sono scorciatoie quando si guarda all'intero sistema Terra», afferma Séférian. «La mitigazione basata sul territorio non può essere considerata una soluzione definitiva: sebbene quest’opzione possa risultare utile, comporta incertezze, compromessi e differenze regionali che dobbiamo prendere in seria considerazione.» Il progetto ESM2025 ha migliorato cinque dei principali ESM europei e ha lasciato strumenti aperti che rendono più facile testare le scelte reali in materia di emissioni rispetto agli obiettivi dell'accordo di Parigi, influenzando il futuro lavoro del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico e del Coupled Model Intercomparison Project. Per Séférian, tuttavia, la collaborazione è uno dei suoi lasciti più importanti. «ESM2025 ha unito comunità che di solito non collaborano in maniera così stretta e le persone ne sono uscite con l’effettiva sensazione di voler continuare a lavorare insieme.» In ambito scientifico, nella valutazione delle politiche e nelle aule scolastiche di tutta Europa, questo lavoro è già in corso.