Trasformare la CO2 in prodotti sostenibili
Nel 2021 è stato lanciato il progetto PYROCO2(si apre in una nuova finestra), finanziato dall’UE, con l’obiettivo di promuovere soluzioni a basse emissioni di carbonio per l’industria chimica. Ora, mentre il progetto si avvicina al sesto e ultimo anno, ha annunciato(si apre in una nuova finestra) di essere nella fase finale di costruzione del suo impianto pilota in Norvegia per testare il proprio innovativo metodo di fermentazione del gas, un processo di cattura e utilizzo del carbonio che prevede l’impiego di microbi specializzati per convertire la CO2 di scarto in prodotti di valore e dispone del potenziale di svolgere un ruolo chiave nel promuovere la transizione verde dell’Europa. Il nuovo impianto è in costruzione presso il Centro tecnologico di processo SINTEF a Tiller, nella Norvegia centrale, dove i ricercatori di PYROCO2 convertiranno la CO2 catturata e l’idrogeno verde in acetone, un solvente industriale ampiamente utilizzato per sintetizzare materie plastiche e sciogliere resine e adesivi. L’impianto pilota permetterà a SINTEF, l’organizzazione che ha coordinato il progetto, di rispondere alla domanda di nuove soluzioni ecocompatibili e circolari. «Per quanto concerne lo sviluppo e la sperimentazione delle tecnologie, un solido supporto alla ricerca è fondamentale», commenta Duncan Akporiaye, direttore della ricerca presso SINTEF, in un recente articolo(si apre in una nuova finestra) pubblicato sul sito web dell’organizzazione, nel quale prosegue spiegando come la vicinanza della struttura agli ambienti di ricerca di SINTEF e dell’Università norvegese di scienza e tecnologia consente di apportare chiari vantaggi: «Permette alle tecnologie di maturare prima dell’implementazione industriale.»
Utilizzare al meglio 700 tonnellate di CO2
L’impianto dimostrativo avrà la capacità di produrre fino a 300 tonnellate di acetone all’anno a partire da 700 tonnellate di CO2 industriale catturata e idrogeno rinnovabile. Non c’è dubbio che la cattura e lo stoccaggio del carbonio siano necessari per ridurre la generazione di emissioni di gas a effetto serra; al contempo, per progredire verso un’industria più circolare e sostenibile, dobbiamo adottare sempre più soluzioni che utilizzino la CO2 catturata come risorsa», osserva Akporiaye. I processi biologici innovativi adottati da PYROCO2 dimostreranno la sostenibilità economica e la scalabilità della procedura di cattura e utilizzo del carbonio. Successivamente, il nuovo impianto verrà utilizzato al fine di dimostrare come la fermentazione del gas possa essere impiegata anche per fabbricare altri prodotti chimici, plastici e combustibili, con la potenzialità di rivoluzionare i processi utilizzati dalle industrie ad alte emissioni. «Convertendo la CO2 in prodotti di valore, l’industria può soddisfare requisiti climatici sempre più rigorosi, mantenendo al contempo la competitività e contribuendo alla realizzazione di una bioeconomia circolare sostenibile», afferma Alexander Wentzel, responsabile scientifico presso SINTEF. Come spiega l’articolo, per eseguire processi di fermentazione del gas su questa scala è necessario disporre di un elettrolizzatore di grandi dimensioni. L’elettrolizzatore ottenuto per l’impianto pilota scinderà l’acqua in idrogeno e ossigeno utilizzando esclusivamente energia rinnovabile, consentendo pertanto di non generare alcuna emissione; il sistema dovrebbe essere messo a disposizione negli ultimi tre mesi del 2026. Il team di PYROCO2 (Demonstrating sustainable value creation from industrial CO2 by its thermophilic microbial conversion into acetone) punta a un’ampia diffusione sul mercato delle sue tecnologie innovative per ottenere un risparmio di emissioni pari a 17 milioni di tonnellate di CO2 equivalente entro il 2050. Il progetto si concluderà nel settembre del 2027. Per maggiori informazioni, consultare: sito web del progetto PYROCO2(si apre in una nuova finestra)