Skip to main content
Vai all'homepage della Commissione europea (si apre in una nuova finestra)
italiano it
CORDIS - Risultati della ricerca dell’UE
CORDIS
Novel Fiber Cotton Coloration for a Revolutionary Sustainability Breakthrough in Textile Applications

Article Category

Article available in the following languages:

Campi di cotone a più colori all’orizzonte

Rivoluzionare l’industria tessile per creare un approccio più sostenibile alla tintura del cotone grazie a colture che lo producono già colorato

La produzione tessile si basa tuttora su pratiche istituite durante la Rivoluzione Industriale, che non risultano adatte a un futuro sostenibile a lungo termine. La tintura e la finitura sono le fasi che esercitano il maggiore impatto ambientale in questo settore. I tessuti contribuiscono al 10% delle emissioni globali di gas a effetto serra ogni anno, ovvero più di quelle generate dal trasporto aereo e da quello marittimo messi insieme(si apre in una nuova finestra), e il processo di tintura e finitura è il principale responsabile di tutto ciò. Si tratta di una procedura ad alta intensità di risorse naturali: oltre 1 miliardo di tonnellate metriche di emissioni globali di carbonio derivano dalla produzione di tessuti e abbigliamento(si apre in una nuova finestra), mentre una percentuale compresa tra il 17 e il 20% dell’inquinamento idrico globale proviene dalla sola industria tessile(si apre in una nuova finestra). Anche la produzione e il consumo di tessuti contribuiscono alla crisi climatica(si apre in una nuova finestra). Secondo un rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente(si apre in una nuova finestra), gli acquisti di prodotti tessili nell’UE nel 2022 hanno generato circa 355 kg di emissioni di CO2 pro capite, ossia l’equivalente di 1 800 km percorsi da un’automobile a benzina standard. «Questo processo non è solamente dannoso per l’ambiente, ma è anche molto inefficiente», afferma Filipe Natalio(si apre in una nuova finestra), docente associato presso l’Università NOVA di Lisbona(si apre in una nuova finestra). «La maggior parte dell’acqua contiene coloranti che non si legano ai tessuti.» HYDROCOLTON, un’iniziativa pionieristica per la sostenibilità tessile finanziata dal Consiglio europeo della ricerca(si apre in una nuova finestra), si è posto l’obiettivo di far sì che le piante di cotone producano colture colorate durante la loro crescita. Modificando il modo in cui il cotone assorbe, o rilascia, i pigmenti al suo interno, il progetto mira a eliminare del tutto i processi ad alto tenore chimico e idrico necessari nelle fasi successive della lavorazione. «Sembra un po’ fantascienza, lo so», aggiunge Natalio. «Ma abbiamo dimostrato che il concetto funziona.»

Le molecole derivate dal glucosio si fanno strada attraverso la pianta di cotone mediante capillarità

Il metodo tradizionale per ottenere cotone colorato direttamente sulla pianta in crescita sarebbe quello di ricorrere alla genetica; il progetto, tuttavia, ha scelto un approccio diverso, sfruttando la biochimica della pianta stessa. «Chiamiamo questo concetto “agricoltura dei materiali”.» L’idea è che, in futuro, potremmo coltivare materiali dotati di proprietà intrinseche, anziché produrli e lavorarli chimicamente in seguito», spiega Natalio. Per raggiungere questo obiettivo, il team ha introdotto nell’acqua molecole derivate dal glucosio appositamente progettate, che venivano trasportate naturalmente attraverso la pianta e raggiungevano le fibre di cotone in via di sviluppo, dove si integravano durante la crescita. «È la cosa più naturale del mondo: fa ricordare il classico esperimento scolastico in cui un fiore bianco viene immerso in acqua colorata per dimostrare il trasporto dell’acqua, ma con un tocco di tecnologia in più.»

Approfondire le ragioni alla base dell’assorbimento del colorante nella pianta di cotone in crescita

Una delle scoperte più entusiasmanti, secondo Natalio, è stata che questo approccio ha funzionato anche su piante intere. «Non comprendiamo ancora appieno i meccanismi biologici sottostanti, e rispondere a queste domande fondamentali è proprio il motivo per cui questo tipo di ricerca preliminare guidata dalla curiosità è così importante», osserva. Al di là della scoperta scientifica, questa strategia potrebbe anche aggirare molte delle barriere e degli ostacoli normativi che limitano l’accettazione pubblica delle colture modificate geneticamente, aprendo al contempo una nuova strada per la produzione di materiali sostenibili.

L’idroponica per ridurre il consumo idrico nella coltivazione del cotone

Il progetto HYDROCOLTON sta esplorando la tecnologia in contesti agricoli reali utilizzando la coltivazione idroponica del cotone, che fornisce un sistema semplificato e altamente controllato per lo svolgimento di test. «Stiamo collaborando con una start-up portoghese a conduzione femminile chiamata Agromethod Labs(si apre in una nuova finestra), che è pioniera nella coltivazione idroponica del cotone in Portogallo. Grazie a loro, questo è l’unico paese europeo e uno dei pochi al mondo a disporre dell’intera filiera del cotone coltivata in tal modo», spiega Natalio. Integrando il proprio sistema di produzione con la tecnologia di HYDROCOLTON, il progetto sta creando approcci innovativi alla coltivazione del cotone in Europa, aggiungendo valore e dimostrando come esso possa essere coltivato in maniera più sostenibile. «La nostra ambizione non è semplicemente quella di riportare la produzione di cotone in Europa, ma anche quella di sviluppare in questo continente pratiche innovative che possano essere adottate in tutto il mondo», osserva. È ancora presto, ammette Natalio. Il team sta collaborando con diversi partner per convalidare la tecnologia e prepararla all’immissione sul mercato. Come osserva lo studioso: «Queste collaborazioni ci aiutano a valutare il potenziale tecnico e commerciale, coinvolgendo al contempo le parti interessate lungo tutta la filiera del cotone; il nostro prossimo passo fondamentale è quello di ottenere ulteriori finanziamenti per ampliare la tecnologia e avvicinarla all’adozione sul mercato. Sono sinceramente orgoglioso del mio team, della sua resilienza e della motivazione che ha espresso le corso di tutto il progetto.»

Scopri altri articoli nello stesso settore di applicazione

Il mio fascicolo 0 0