Un approccio di ricerca per tracciare i pesticidi nei corpi idrici del suolo
Parallelamente all’aumento della popolazione, cresce anche l’uso dei pesticidi in agricoltura, sostanze chimiche importanti per la protezione delle colture e per aumentare la sicurezza alimentare che, tuttavia, destano anche serie preoccupazioni in relazione ai potenziali impatti sulla salute e sull’ambiente da esse esercitati. Il progetto RECYCLE(si apre in una nuova finestra), finanziato dall’UE, ha lavorato al fine di migliorare la comprensione in merito alle modalità di migrazione e trasformazione dei pesticidi nel suolo e nelle acque, con l’obiettivo di trovare modi volti a mitigare gli effetti negativi sugli ecosistemi. I metodi esistenti per lo studio della contaminazione da pesticidi nei sistemi idrici del suolo sono limitati per quanto concerne la capacità di trasferire i risultati di esperimenti controllati in laboratorio in valutazioni solide di sistemi reali. Questi sistemi sono complessi ed eterogenei; anche variazioni di piccola entità nelle loro proprietà possono influenzare la migrazione, l’accumulo e la trasformazione degli agenti inquinanti, per cui i risultati della modellizzazione sono sempre associati ad incertezza. Il progetto RECYCLE ha riunito un team multidisciplinare di esperti in ambito di ingegneria ambientale, idrologia e geochimica, insieme a importanti istituti di ricerca e partner industriali in tutta Europa e non solo, che ha sviluppato strumenti volti a studiare il comportamento e la distribuzione ambientale dei pesticidi, favorendo una gestione dell’acqua e dell’agricoltura sostenibile, basata su dati concreti. «Uno dei principali vantaggi offerti dall’approccio adottato da RECYCLE è la sua maggiore capacità di comprendere il comportamento degli inquinanti a sostegno di una gestione delle risorse idriche consapevole dei rischi a lungo termine, grazie agli strumenti concettuali e di modellizzazione avanzati sviluppati nell’ambito del progetto», afferma Laura Ceresa, la responsabile del progetto RECYCLE.
Monitorare i percorsi dei pesticidi
RECYCLE ha impiegato esperimenti di laboratorio e la modellizzazione numerica al fine di studiare il modo in cui i pesticidi interagiscono con i materiali minerali e ricchi di ferro naturalmente presenti nel suolo, che sono potenzialmente in grado di intrappolare i pesticidi stessi prima che penetrino ulteriormente nei corpi idrici sotterranei. Il progetto ha inoltre combinato il monitoraggio ambientale, la geostatistica e le simulazioni idrologiche al fine di monitorare il trasporto dei pesticidi e identificare le aree più vulnerabili alla contaminazione, come i corsi d’acqua eutrofici(si apre in una nuova finestra). Un importante caso di studio incentrato sul bacino del Po esamina i modelli e i percorsi di flusso derivanti dalle interazioni tra le reti fluviali e le acque sotterranee, che generano ripercussioni sulle fonti idriche da cui dipendono milioni di persone. Secondo Ceresa, «questi strumenti ci hanno aiutato a comprendere in maniera migliore il modo in cui i pesticidi e i nutrienti si muovono, vengono intrappolati e si trasformano all’interno dei suoli, dei fiumi e dei sistemi di acque sotterranee, tenendo conto al contempo dell’incertezza intrinsecamente associata alle previsioni ambientali».
La circolarità dei pesticidi
I pesticidi vengono tradizionalmente visti in un’ottica negativa, come sostanze di per sé dannose; ma se si potessero riutilizzare in modo sicuro e sostenibile? RECYCLE ha esplorato questa possibilità con l’obiettivo di ridurre la domanda di pesticidi di nuova produzione e incoraggiare pratiche agricole più sostenibili. Sebbene siano necessarie ulteriori indagini e convalide prima della piena implementazione tecnologica, il progetto ha permesso di far progredire in modo significativo le conoscenze scientifiche fondamentali alla base di questo concetto circolare. «Ispirandosi agli approcci esistenti basati sul riutilizzo delle acque di recupero ricche di nutrienti, RECYCLE ha incentivato il passaggio da una prospettiva puramente orientata alla bonifica ad approcci più circolari e sostenibili alla gestione dell’acqua e delle risorse», spiega Ceresa.
Uno sforzo collaborativo dotato di valore a lungo termine
Uno dei punti di forza di RECYCLE è la sua natura interdisciplinare. «RECYCLE non ha solamente generato nuove conoscenze scientifiche, ma ha anche contribuito a costruire competenze di ricerca durature e collaborazioni internazionali in ambito di gestione sostenibile dell’acqua e dell’ambiente, contribuendo a rafforzare la cooperazione scientifica e lo scambio di conoscenze in Europa e non solo», conclude Ceresa. Altrettanto importante è il valore a lungo termine di cui sono dotate le metodologie sviluppate nell’ambito del progetto: esse continueranno a sostenere la ricerca e le attività di gestione ambientale anche dopo il suo completamento, creando una solida base per le politiche e gli sforzi futuri verso la promozione di un’agricoltura sicura e resiliente al clima.