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Segnali di vita aliena che sfuggono?

Un gruppo di esperti cerca di spiegare perché i segnali alieni siano rimasti inosservati per così tanti anni.

Sono lassù da qualche parte, vero? A maggio il Pentagono, sede del dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, ha reso pubblici documenti inediti riguardanti la vita extraterrestre e i fenomeni aerei non identificati (precedentemente noti come UFO, acronimo inglese di «Unidentified Flying Object», ovvero oggetto volante non identificato). Dopo essere stati custoditi dal governo per decenni, il pubblico può ora consultare l’archivio contenente documenti, foto e video(si apre in una nuova finestra), e sta a noi decidere come interpretarli.

Ripensare la strategia di ricerca cosmica

Utilizziamo potenti telescopi e mettiamo in atto missioni spaziali al fine di cercare forme di vita altrove nell’universo, ma non ci sono ancora prove certe della loro esistenza. Forse stiamo cercando i segnali sbagliati? È possibile che stiamo trascurando, o addirittura ignorando, le informazioni raccolte da mondi lontani che lasciano intravedere la presenza di vita? Quando gli scienziati cercano prove dell’esistenza di vita extraterrestre, spesso si trovano di fronte a dati ambigui: devono distinguere attentamente tra i falsi positivi, ossia casi in cui le prove indicano erroneamente la presenza di vita, e i falsi negativi, i casi in cui i segni effettivi di vita vengono trascurati o non vengono rilevati. Un gruppo di ricerca internazionale ha studiato nuove tecniche volte a individuare correttamente i falsi negativi, al fine di non trascurare eventuali segni di vita extraterrestre. I relativi risultati sono stati pubblicati sulla rivista «Nature Astronomy»(si apre in una nuova finestra). «Dovremmo essere consapevoli di questi risultati falsi negativi», ha commentato Inge Loes ten Kate, autrice principale dello studio e docente di Astrobiologia presso l’Università di Utrecht e l’Università di Amsterdam, nei Paesi Bassi, in un comunicato stampa(si apre in una nuova finestra). «Ciò significa che vi sono delle lacune nel riconoscimento dell’esistenza della vita, che tuttavia non figurano ancora tra le priorità dell’agenda di ricerca».

Le difficoltà nell’individuare gli alieni

Potremmo non riuscire a individuare segni di vita aliena perché tali tracce si sono sbiadite nel corso del tempo, sono troppo difficili da individuare o semplicemente in quanto la nostra tecnologia di rilevamento non è ancora abbastanza avanzata per individuarle, motivi che possono dare origine a falsi negativi. I ricercatori mettono in evidenza un pregiudizio diffuso: gli astrobiologi dedicano più tempo a evitare i falsi positivi, ovvero affermare erroneamente di aver trovato forme di vita a causa di errori nei dati o negli strumenti, piuttosto che a occuparsi dei falsi negativi, ovvero dei casi in cui i segni di vita passano completamente inosservati. «Raccomandiamo quindi lo sviluppo di una strategia di ricerca mirata che affronti sistematicamente questi rischi, nell’ambito della quale dobbiamo combinare esperimenti di laboratorio con la modellizzazione e il lavoro sul campo», ha affermato ten Kate. «Sebbene le missioni spaziali e gli strumenti siano progettati per individuare potenziali segni di vita, essi non tengono conto del rischio di trascurarli. Al fine di giustificare specifici obiettivi di misurazione o osservazione, la ricerca di segni di vita dovrebbe andare di pari passo con interrogativi definiti in maniera migliore e ipotesi verificabili.» L’uso dell’intelligenza artificiale allo scopo di individuare modelli rappresenta un approccio estremamente efficace per affrontare questa sfida. «Essa ci può consentire di scoprire cose che da soli non riusciremmo mai a vedere e, mediante lo svolgimento di nuove osservazioni, possiamo poi comprendere come e dove si inseriscono nel modello specifico», ha aggiunto. La domanda è: come si fa a indagare su qualcosa che rimane nascosto? «Questa domanda va dritta al cuore del nostro problema, perché in genere tendiamo a cercare cose che già conosciamo», ha dichiarato ten Kate, concludendo: «Dobbiamo quindi comprendere molto chiaramente che tipo di vita sia possibile in un determinato luogo, quali siano le condizioni necessarie perché si verifichi e come possiamo riconoscerne le tracce. E anche facendo tutto ciò, potremmo comunque tralasciare qualcosa!».

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