Skip to main content
Vai all'homepage della Commissione europea (si apre in una nuova finestra)
italiano it
CORDIS - Risultati della ricerca dell’UE
CORDIS
Soil multifunctionality: from biodiversity associations to understanding mechanisms

Article Category

Article available in the following languages:

Quanto in salute è il tuo terreno?

Un nuovo quadro di riferimento integra diversi indicatori per misurare la salute del suolo in diverse regioni, a seconda dell’uso del terreno e delle sue funzioni.

Il suolo è il cuore dell’ecosistema vivente del pianeta. Non solo è responsabile, secondo le stime, del 95 % dell’approvvigionamento alimentare mondiale, ma contribuisce anche a filtrare la nostra acqua potabile e a regolare il clima. Ma proprio come il cuore umano, il suolo funziona al meglio quando è sano. Ecco perché l’UE ha reso la salute del suolo una componente fondamentale del suo patto europeo per i suoli(si apre in una nuova finestra) e della direttiva sul monitoraggio del suolo(si apre in una nuova finestra). Tali iniziative rappresentano un importante passo avanti nel miglioramento della qualità dei suoli europei, ma affinché abbiano successo è necessario poter misurare e confrontare lo stato di salute dei suoli tra le diverse regioni, destinazioni d’uso e funzioni. La domanda è: come si fa? «Non esiste un consenso scientifico su come misurare la salute del suolo, la cui definizione dipende da una serie di fattori, tra cui il contesto (clima e tipo di suolo), la funzione (terreni coltivabili, praterie, foreste, aree naturali, suoli urbani, zone umide) e la regione (Europa mediterranea, centrale, atlantica o boreale)», afferma Wim van der Putten(si apre in una nuova finestra), ecologo presso l’Istituto olandese di ecologia(si apre in una nuova finestra) (NIOO-KNAW). A fare un po’ di chiarezza su ciò che rende un determinato suolo sano o meno è il progetto MultiSol(si apre in una nuova finestra), finanziato dall’UE.

Un test del QI per il suolo

Coordinato dal NIOO-KNAW e sostenuto dal programma di azioni Marie Skłodowska-Curie(si apre in una nuova finestra) (MSCA), il progetto ha messo a punto quello che definisce un test del QI per il suolo. «La salute del suolo dipende dalle caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche dei terreni», spiega Van der Putten. «Il quadro di riferimento per la misurazione sviluppato dal ricercatore del programma MSCA Jasper Wubs(si apre in una nuova finestra) utilizza gli stessi strumenti statistici e gli stessi modelli a variabili latenti utilizzati in un test standard del QI.» Tuttavia, anziché misurare l’intelligenza, il il quadro di riferimento MultiSol valuta le principali funzioni del suolo(si apre in una nuova finestra) deducendo il livello effettivo di funzionamento del suolo (la variabile latente) sulla base di indicatori multipli. «Quando si valutano i suoli in termini di salute, la sfida consiste nel non perdersi nella miriade di indicatori comunemente utilizzati per misurare la salute del suolo», aggiunge Van der Putten. «Pertanto, il nostro quadro di riferimento mette in evidenza gli indicatori più rilevanti per valutare lo stato di salute di quel particolare suolo.»

Uno strumento efficace per valutare lo stato di salute del suolo

Questa soluzione potente ed economica è attualmente in fase di sperimentazione nell’ambito di diverse iniziative di ricerca in corso sia in Europa che all’estero. Sulla base dei risultati di questi test, Van der Putten spera che il quadro di riferimento venga esteso e utilizzato per monitorare la salute del suolo in tutta l’UE. Inoltre, il progetto sta valutando come integrare i modelli di intelligenza artificiale nel quadro di riferimento: un’integrazione che potrebbe aprire la strada a una gestione mirata di alcune delle componenti biologiche fondamentali che determinano la salute del suolo. Wubs sta inoltre portando avanti la sua ricerca, dalla quale spera di ricavare nuove e importanti conoscenze e approfondimenti per la gestione applicata del suolo, oltre a fornire un supporto scientifico alla direttiva dell’UE sul monitoraggio del suolo. «Non vediamo l’ora di collaborare con la comunità scientifica per perfezionare ulteriormente il nostro approccio, con l’obiettivo finale di fornire uno strumento potente che possa essere utilizzato per misurare, confrontare e migliorare con precisione la salute del suolo in tutte le sue forme», conclude Van der Putten.

Il mio fascicolo 0 0