Quando l’IA diventa anche un’alleata contro la disinformazione
La disinformazione è una sfida globale importante, che influenza il modo in cui le persone comprendono gli eventi, prendono decisioni e si impegnano nella vita democratica. In Europa, è considerata una minaccia per la sicurezza e la società(si apre in una nuova finestra), come dimostrato durante la pandemia COVID 19, quando le affermazioni false hanno alimentato l’esitazione nei confronti dei vaccini. Secondo Massimo Magaldi, coordinatore del progetto TITAN(si apre in una nuova finestra) finanziato dall’UE: «La disinformazione destabilizza il dibattito democratico e intensifica le tensioni sociali, evidenziando la necessità di rafforzare il pensiero critico e l’alfabetizzazione mediatica.» TITAN ha concentrato l’attenzione sulla costruzione di una resilienza a lungo termine alla disinformazione attraverso una piattaforma di coaching basata sull’intelligenza artificiale, che include materiali didattici e funzioni collaborative e che dialoga con gli utenti per stimolare la riflessione.
L’ecosistema del pensiero critico e dell’empowerment
Cittadini, specialisti della disinformazione, educatori, facilitatori, studenti, personale di ONG, migranti e giornalisti hanno partecipato a TITAN attraverso laboratori e progetti pilota in tutta Europa. Oltre 322 persone hanno preso parte alle sessioni di co-creazione e più di 347 utenti sono stati intervistati per analizzare i bisogni; inoltre, sono stati svolti test pilota per tre casi d’uso: l’istruzione superiore nelle Fiandre, le ONG nell’Europa centro-meridionale e i migranti e gli studenti in Italia. «Il riscontro degli utenti è stato fondamentale per ottenere una soluzione che non fosse solo tecnicamente rilevante, ma utilizzabile, affidabile, eticamente fondata e rilevante», aggiunge Magaldi. Due progetti pilota principali, uno qualitativo e incentrato sull’esperienza dell’utente, l’altro più quantitativo, con l’utilizzo di sondaggi e dati di sistema per misurare l’utilizzo effettivo, hanno dato vita a quello che Magaldi chiama «ecosistema di potenziamento del pensiero critico» di TITAN, che si compone di due prototipi complementari. Individual Edition(si apre in una nuova finestra), pensato per le persone comuni che desiderano orientarsi meglio tra le informazioni online, è disponibile attraverso estensioni leggere del browser e un’applicazione per Android. Questo prototipo offre l’accesso a un coach che, attraverso un dialogo di tipo socratico, rafforza l’alfabetizzazione mediatica e aiuta a riconoscere le tattiche di disinformazione. Community Edition(si apre in una nuova finestra), invece, è un’applicazione web per ambienti di apprendimento strutturati, come quelli scolastici, che aiuta a migliorare il pensiero critico e l’alfabetizzazione mediatica, attraverso il coinvolgimento attivo degli utenti e l’uso prolungato. Questo prototipo permette di collaborare per analizzare le informazioni, mappare gli argomenti e discutere delle prove che corroborano le affermazioni. «La nostra vera innovazione non è stata tanto l’uso dell’IA, quanto l’integrazione del dialogo di tipo socratico(si apre in una nuova finestra) come metodo di coaching per rafforzare le capacità di pensiero critico», spiega Magaldi.
Una soluzione personalizzata
In uno degli scenari più semplici, gli utenti caricano link o post sospetti che vengono analizzati dall’intelligenza artificiale alla ricerca di tattiche di disinformazione come la polarizzazione o la pseudoscienza. L’algoritmo è stato addestrato su insiemi di dati preesistenti, integrati da dati provenienti dai laboratori viventi di TITAN, dai progetti pilota, da dialoghi creati manualmente e da articoli annotati da esseri umani. Invece di dichiarare un contenuto vero o falso, il chatbot, basato su modelli linguistici di grandi dimensioni, avvia un dialogo per aiutare gli utenti a riconoscere i segnali di disinformazione, facendo riflettere, ad esempio, su quale sia la fonte della notizia. In Community Edition, questa fase può anche attivare i moduli di apprendimento. «Community Edition integra la cronologia dei dialoghi degli utenti, adattando di conseguenza lo stile di conversazione e i percorsi di apprendimento. Allo stesso modo, il chatbot per il coaching modula il dialogo in base ai segnali di disinformazione rilevati nei contenuti. Così facendo, il sistema si adatta sia all’utente che al contenuto», osserva Magaldi.
Da una soluzione utile all’impegno attivo
L’obiettivo è quello di distribuire ulteriormente lo strumento in ambienti educativi strutturati dove è già stata dimostrata la sua efficacia e, al contempo, sviluppare formati di accesso più semplice, come le app, per migliorare il coinvolgimento e la memorizzazione. Magaldi è particolarmente orgoglioso della sfida di design «Critically Yours»(si apre in una nuova finestra), in cui i giovani sono stati invitati a progettare risorse interattive per sviluppare l’alfabetizzazione mediatica e il pensiero critico, basandosi sull’approccio di TITAN. Uno dei concetti vincenti è stato «Filtered Realities» (realtà filtrate), che permette agli utenti di confrontare due versioni della stessa notizia, una manipolata e una corretta, dimostrando come il modo in cui è presentata e i fattori emotivi possono distorcere la percezione. «I giovani non sono solo consumatori passivi di informazioni, ma partner creativi nella progettazione di soluzioni. Hanno colto lo spirito del progetto: unire tecnologia, creatività ed empowerment collaborativo», afferma Magaldi.