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Closing the gap between fork and farm for circular nutrient flows

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Dai festival alle fattorie: le regioni europee trasformano le acque reflue in risorse agricole

Nuovi sistemi a ciclo chiuso in Svezia, Germania e Spagna stanno trasformando i flussi di rifiuti urbani in fertilizzanti e in acqua di irrigazione riciclata a beneficio dell’agricoltura locale.

Ogni giorno enormi quantità di acque reflue ricche di sostanze nutritive finiscono nelle fognature urbane, mentre le aziende agricole che fanno ricorso ai fertilizzanti convenzionali faticano a mantenere le rese e a far fronte alla scarsità d’acqua. Quello che le città hanno in eccesso spesso manca all’agricoltura. Colmare questo divario si sta rivelando una strada concreta verso un’acqua più pulita, sistemi alimentari più solidi e un’economia europea più circolare.

Trasformare i problemi locali in opportunità di economia circolare

Il progetto P2GreeN(si apre in una nuova finestra), finanziato dall’UE, sta dimostrando come le città e le aree rurali possano ricollegare i flussi di risorse trasformando acque reflue, urina e feci in input agricoli sicuri. «Per troppo tempo, nelle città le sostanze nutritive presenti negli escrementi umani sono state trattate come rifiuti e non sono state riconosciute come una risorsa preziosa per l’agricoltura. Il nostro obiettivo era ricollegare questi due sistemi attraverso flussi di risorse sicuri e circolari», spiega la coordinatrice del progetto Isabell Szallies. Le regioni pilota in Germania, Spagna e Svezia hanno applicato sistemi di recupero dei nutrienti(si apre in una nuova finestra) su misura in base alle pressioni ambientali specifiche locali. Sull’isola svedese di Gotland, il turismo stagionale esercita una forte pressione sui sistemi di trattamento delle acque reflue, contribuendo al rilascio di azoto e fosforo nel Mar Baltico. Queste sostanze nutritive favoriscono la proliferazione delle alghe e la formazione di acque povere di ossigeno, che danneggiano gli ecosistemi marini. Recuperando i nutrienti prima che entrino nei sistemi fognari convenzionali, le autorità locali potrebbero ridurre la dispersione. Nella pianura della Germania settentrionale, le perdite di sostanze nutritive provenienti dall’agricoltura e dalle acque reflue incidono sulle acque sotterranee, sui fiumi e sulle zone costiere. Nella regione spagnola dell’Axarquía, la scarsità d’acqua genera una competizione tra agricoltura, popolazione locale e turismo, rendendo sempre più importante un riutilizzo efficiente delle risorse idriche. Anziché considerarle come questioni distinte, P2GreeN le ha affrontate come un’unica sfida interconnessa. Questa sfida verteva su come ridurre l’inquinamento recuperando al contempo risorse preziose.

Mettere in pratica gli approcci circolari

Nelle regioni pilota sono stati messi in atto due principali approcci circolari in condizioni operative reali. Il primo sistema intercetta le sostanze nutritive prima che entrino nelle reti fognarie convenzionali. Il secondo recupera acqua e sostanze nutritive dalle acque reflue trattate per l’agricoltura. In Svezia, l’urina è stata raccolta durante festival e in occasione di eventi, per poi essere stabilizzata e trasformata in fertilizzante secco per l’agricoltura. In Germania, i servizi igienici a separazione a secco installati nei festival e negli spazi pubblici hanno raccolto separatamente urina e feci. La prima è stata trasformata in concime liquido concentrato, mentre le seconde sono state compostate per ottenere ammendanti. Entrambi questi esempi hanno dimostrato come gli eventi pubblici possano trasformarsi in punti di raccolta locali di sostanze nutritive anziché in fonti di inquinamento delle acque reflue. Nel sud della Spagna, le acque reflue sono state sottoposte a un processo ulteriore di filtrazione e disinfezione prima di essere riusate. Uno strumento intelligente di fertirrigazione ha quindi regolato il contenuto di sostanze nutritive in base alle esigenze delle colture, consentendo di usare l’acqua riciclata per irrigare i frutteti di mango e avocado, fornendo anche il concime. Nel loro insieme, queste pratiche hanno ridotto la quantità di azoto e fosforo che confluisce negli impianti di trattamento delle acque reflue e hanno limitato la dispersione di nutrienti nei fiumi e nelle acque costiere. Quelli recuperati hanno inoltre ridotto la dipendenza dai fertilizzanti sintetici e la pressione sulle risorse di acqua dolce scarse, mantenendo al contempo la produttività agricola. Oltre a produrre benefici ambientali, i progetti pilota hanno messo in luce nuove catene del valore locali che collegano i flussi di rifiuti urbani alle aziende agricole vicine. Queste creano opportunità per modelli di business circolari e per l’innovazione regionale.

Riprodurre le storie di successo locali

Molti territori europei devono affrontare pressioni simili dovute alla scarsità d’acqua, all’inquinamento da sostanze nutritive o alla dipendenza dai fertilizzanti. Le metodologie di P2GreeN sono concepite per essere replicate e il consorzio ha già iniziato a valutare in che modo i propri modelli possano essere adattati altrove(si apre in una nuova finestra). I progetti pilota hanno dimostrato che le sostanze nutritive recuperate dalle città possono già essere riutilizzate in modo sicuro nell’agricoltura locale, riducendo l’inquinamento, risparmiando acqua e creando nuove catene del valore a livello regionale. Tuttavia, il concetto richiede quadri normativi(si apre in una nuova finestra) e l’accettazione sociale(si apre in una nuova finestra). Come racconta Stefan Karlowksy, dottore di ricerca, dell’Istituto Leibniz per le colture orticole e ornamentali (IGZ): «I nostri progetti pilota hanno dimostrato che i sistemi circolari di gestione dei nutrienti possono funzionare in contesti locali molto diversi tra loro, dai festival in Svezia alle aziende agricole colpite dalla siccità in Spagna. Ma l’adozione a lungo termine dipende dalla collaborazione tra comuni, agricoltori e cittadini.»

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