I servizi europei di dati spaziali aderiscono alla federazione
Dal loro punto di osservazione privilegiato, i satelliti sono in grado di raccogliere informazioni su una vasta gamma di fenomeni nel corso del tempo, tra cui l’uso del suolo, la qualità dell’aria e dell’acqua, le temperature superficiali, lo stato di salute delle colture, l’avanzata degli incendi boschivi, l’estensione delle acque alluvionali e molto altro ancora. Eppure gran parte del potenziale dell’osservazione della Terra (OT) rimane inutilizzato. «Spesso i dati non giungono alle persone giuste al momento giusto e vanno a beneficio solo di una ristretta cerchia di utenti esperti», afferma Jean-François Vinuesa, responsabile dei programmi futuri presso Airbus Defence and Space(si apre in una nuova finestra) in Francia. «La nostra ambizione è quella di migliorare l’attuale panorama OT, caratterizzato da frammentazione e sistemi proprietari, aprendolo a sviluppatori specializzati e utilizzatori finali quali le autorità comunali», spiega Vinuesa. «I servizi di OT basati su dati aperti potrebbero rafforzare la competitività europea, mentre gli standard condivisi consentiranno alle amministrazioni pubbliche di sviluppare missioni interoperabili basate sull’osservazione della Terra, pur mantenendo le norme in materia di governance dei dati o di localizzazione.»
Un sistema OT interconnesso e federato
Sul modello del progetto DOMINO-X, che ha sviluppato componenti modulari e interoperabili per la parte terrestre dei servizi satellitari, il progetto DOMINO-E(si apre in una nuova finestra) si è prefissato l’obiettivo di realizzare un livello di federazione che offra agli utenti un accesso senza soluzione di continuità alle immagini provenienti da missioni e fornitori diversi. Il consorzio composto da sette partner europei, guidato da Airbus Defence and Space, ha progettato, realizzato e verificato altri tre «domino» di prova per sostenere lo sviluppo di prodotti e servizi basati sui dati spaziali. Il servizio di copertura, sviluppato in collaborazione con ONERA(si apre in una nuova finestra) e Capgemini(si apre in una nuova finestra), gestisce e ottimizza le richieste di dati provenienti dagli utenti nell’ambito di una federazione di missioni OT. Il servizio di prenotazione delle missioni, sviluppato in collaborazione con la PMI polacca ITTI(si apre in una nuova finestra), offre un’interfaccia standardizzata per la pianificazione e la gestione delle risorse satellitari. Inoltre, il servizio di assistente virtuale sviluppato in collaborazione con la PMI lettone Tilde(si apre in una nuova finestra) contribuisce a identificare le esigenze dell’utente e a selezionare le immagini più adatte. Le attività di comunicazione sono state coordinate da Oikoplus(si apre in una nuova finestra).
Architettura sviluppata tenendo conto del percorso di immissione sul mercato
Il servizio di copertura è stato testato con una richiesta complessa relativa a un’immagine suddivisa in sezioni di ampia estensione del sud della Francia, che comprendeva attività coordinate tra diverse catene operative (che richiedevano l’impiego di diversi satelliti, operatori e infrastrutture) ed è stato ottimizzato in termini di visibilità della capacità e di vincoli degli utenti. Il servizio di prenotazione delle missioni è riuscito a programmare automaticamente i contatti tra il satellite e la stazione di terra, tenendo conto di fattori quali le finestre orbitali, la disponibilità di larghezza di banda e le priorità degli utenti. Infine, il servizio di assistente virtuale ha tradotto le descrizioni in linguaggio semplice della regione desiderata, fornite da persone non esperte, in anteprime grafiche. «Abbiamo constatato che la pianificazione federata è più rapida e comporta un minor numero di acquisizioni ridondanti di dati satellitari o relativi alle missioni», aggiunge Vinuesa. «Un approccio federativo potrebbe ridefinire il settore dell’osservazione della Terra, spostando l’attenzione dalla quantità dei satelliti alla rapidità con cui le osservazioni si trasformano in informazioni utili.»
Creazione di un mercato basato su standard
Il progetto sostiene la creazione di un nuovo mercato dell’OT, caratterizzato da ruoli e servizi in continua evoluzione, dall’hosting ai flussi di lavoro fino all’esperienza utente. «Il nostro modello “Stazioni di terra come servizio”, in particolare, potrebbe fare da apripista a un mercato basato sul pagamento a consumo», spiega Vinuesa, «riducendo i costi di ingresso per le PMI che si trovano in una posizione favorevole per introdurre servizi commerciali innovativi.» Conclusosi il progetto, il consorzio è attualmente alla ricerca di partner per ampliare il proprio raggio d’azione, in particolare operatori di stazioni di terra, pianificatori di missioni e sviluppatori di strumenti di analisi. Ulteriori attività sono in corso nell’ambito dei progetti correlati DOMINO-A, che ha esteso il concetto di DOMINO alle costellazioni radar, e del progetto MESEO, finanziato dall’UE, che mira a realizzare un sistema end-to-end flessibile, scalabile e sicuro per l’elaborazione dei dati satellitari.