Trasformare il letame animale in fertilizzanti pronti per il mercato
L’agricoltura europea deve far fronte alle pressioni derivanti dalle interruzioni dell’approvvigionamento e dalla volatilità dei prezzi dei fertilizzanti, dovute alla dipendenza dai fertilizzanti minerali o a base di combustibili fossili importati e alla scarsità delle risorse; al tempo stesso, l’eccesso di letame animale aggrava il problema causando inquinamento e squilibri a livello nutrizionale. Il progetto FERTIMANURE(si apre in una nuova finestra), finanziato dall’UE, si è posto l’obiettivo di rimettere in connessione il flusso di nutrienti tra i rifiuti zootecnici e la produzione agricola. Grazie all’implementazione di tecnologie innovative e all’applicazione di modelli di business sostenibili, FERTIMANURE ha creato fertilizzanti di alto valore in grado di competere sul mercato dei fertilizzanti dell’UE, sostenendo la circolarità della bioeconomia.
Recuperare nutrienti e fertilizzanti di origine biologica nelle aziende agricole europee
Cinque progetti pilota sperimentali condotti in aziende agricole in Belgio, Germania, Spagna, Francia e Paesi Bassi hanno messo alla prova soluzioni tecnologiche diverse, ma complementari, che sono tutte state in grado di recuperare tenori di azoto, fosforo e potassio di rilevanza commerciale nei fertilizzanti di origine biologica (BBF, bio-based fertiliser). «La prova pilota olandese ha recuperato il 100% di tutte le sostanze nutritive in quattro BBF. Dimostrando la redditività e la sostenibilità della sua attività, è passata alla fase di impianto permanente e pienamente operativo, venendo celebrata dai media olandesi», osserva Laia Llenas Argelaguet, coordinatrice del progetto e ingegnere presso il Centro tecnologico BETA(si apre in una nuova finestra) dell’Università di Vic - Università Centrale della Catalogna.
Prodotti pronti per il mercato conformi alle normative e ai requisiti di sicurezza
Le prove pilota hanno prodotto BBF e fertilizzanti su misura (TMF, tailor-made fertiliser) utilizzando tre strategie nell’ambito delle aziende agricole: la produzione diretta in loco di BBF a partire dal letame, la produzione in di BBF in loco seguita dalla produzione di TMF per esigenze specifiche delle colture presso un impianto centrale e, infine, la produzione in loco di TMF. Il progetto ha individuato e caratterizzato 18 BBF dotati di potenziale commerciale, superando il suo obiettivo iniziale, ovvero quello di identificarne 11. Sei di essi sono pienamente conformi ai rigorosi standard del regolamento UE 2019/1009 sui prodotti fertilizzanti, altri sei richiedono una semplice misura igienico-sanitaria per raggiungere la piena conformità e i restanti necessitano di ulteriori sviluppi. “Per garantire che i TMF fossero formulati in base alle esigenze specifiche delle colture, FERTIMANURE ha sviluppato lo strumento nutrizionale TMF, non previsto in fase iniziale. «Grazie a questo strumento, siamo riusciti a formulare 44 TMF per 44 combinazioni di terreno e coltura e a produrne 20», spiega Llenas Argelaguet. Le prove in campo e in vaso condotte dal 2021 al 2023 hanno confermato l’elevato potenziale insito nei BBF e nei TMF per quanto concerne l’obiettivo di ridurre la dipendenza dai fertilizzanti convenzionali.
Strumenti e informazioni su misura per l’intera catena del valore
Il progetto FERTIMANURE è andato oltre l’accordo di sovvenzione iniziale per garantire che i risultati scientifici del progetto esercitassero un impatto reale e misurabile. «Ci siamo resi conto che, per risolvere la “sfida del letame”, dovevamo fornire qualcosa di più dei semplici dati, motivo per cui abbiamo sviluppato strumenti concreti e informazioni su misura per i nostri diversi stakeholder», afferma Llenas Argelaguet. Il pacchetto per la gestione di FERTIMANURE(si apre in una nuova finestra) di strumenti scaricabili comprende lo strumento nutrizionale TMF, strumenti normativi e aziendali e un sistema di ausilio alle decisioni. «I nostri otto piani aziendali dettagliati relativi a diversi tipi di fertilizzanti, congiuntamente agli strumenti normativi e aziendali dedicati, aiuteranno le parti interessate a superare gli ostacoli giuridici e a valutare la fattibilità economica», osserva Llenas Argelaguet. Pertanto, documenti di sintesi(si apre in una nuova finestra) su ciascun BFF, insieme a tre dossier sui prodotti più promettenti per l’agricoltura biologica, forniranno supporto sia agli agricoltori che ai ricercatori, mentre tre documenti di posizione, due dei quali realizzati in collaborazione con progetti gemelli, fungono da guida per i responsabili politici. Al di fuori dell’Europa, FERTIMANURE ha organizzato scambi in presenza ed eventi online con la Comunità degli Stati latinoamericani e caraibici (CELAC), il che ha portato alla definizione di una tabella di marcia volta a ridurre la dipendenza dai fertilizzanti minerali e all’adattamento formale dell’approccio adottato da FERTIMANURE alle condizioni locali da parte dei paesi della regione. L’Argentina rappresenta un caso a sé stante: l’Istituto Nazionale di Tecnologia Agricola (INTA) di questo paese, partner di FERTIMANURE, ha il compito di valutare il quadro normativo argentino in materia di fertilizzanti, armonizzando le alternative a base biologica con gli standard regionali e con quelli dell’Unione europea. In questo contesto, l’approccio applicato da FERTIMANURE si è rivelato la scelta più naturale. «Incoraggiamo la comunità scientifica a guardare oltre i confini del laboratorio e a dare priorità alla creazione di materiali divulgativi diversificati che consentano agli agricoltori, ai soggetti industriali e ai responsabili politici di adottare soluzioni circolari, secondo un approccio olistico in base al quale si garantisce che i risultati della ricerca contribuiscano a risolvere sfide concrete come la crisi della gestione del letame», conclude Llenas Argelaguet.