In che tipo di società digitale desiderano vivere gli europei?
Poiché le tecnologie digitali permeano sempre più ogni aspetto della vita pubblica, il loro impatto sulla governance democratica rimane incerto. La digitalizzazione darà potere ai cittadini o consoliderà l’autocrazia? Un nuovo libro bianco(si apre in una nuova finestra) pubblicato nell’ambito del progetto INNOVADE INNOVADE(si apre in una nuova finestra), finanziato dall’UE, affronta questa questione cruciale delineando quattro scenari distinti per la democrazia digitale nel 2050. Intitolato «The Futures of Digital Democracy», il documento va oltre le previsioni, impiegando la «fantascienza realistica» per stimolare il dibattito pubblico sul tipo di futuro digitale che la società desidera. Redatto da un team di ricerca dell’Università di Paderborn, partner del progetto INNOVADE, in Germania, il libro bianco combina metodi di pianificazione di scenari con analisi socio-culturali, tecnologiche, economiche, ambientali e politiche per costruire quattro narrazioni su come potrebbe evolversi la società digitale. Gli scenari risultanti divergono lungo due assi: la modalità di organizzazione sociale (autoritarismo contro democrazia) e la modalità di governo (rappresentativa contro partecipativa).
Dall’autoritarismo palese a quello insidioso
L’avvertimento più severo arriva sotto forma di un autoritarismo digitale rappresentativo. In questo scenario, si ha un regime totalitario in cui una dittatura a partito unico sfrutta la tecnologia per esercitare un controllo assoluto. La propaganda e la sorveglianza di massa vengono utilizzate per eliminare il dissenso, e il capitalismo monopolizzato dallo Stato privilegia il profitto illimitato rispetto ai diritti dei lavoratori o alla tutela dell’ambiente. Le energie rinnovabili sono vietate a favore dei combustibili fossili. L’autoritarismo digitale partecipativo presenta una pseudo-democrazia: «una forma più blanda di autocrazia con una facciata democratica». Qui, una patina di libertà maschera un controllo profondo. Chi critica il regime potrebbe non essere punito dalle leggi, ma finisce per essere un emarginato e che viene rifiutato socialmente dagli altri. Pur abbracciando formalmente i processi democratici, le tecnologie digitali di fatto supportano gli interessi del regime. L’economia capitalista minimamente regolamentata è dominata da oligopoli allineati al regime.
Prospettive più positive
Il primo percorso promettente delineato nel documento è la democrazia digitale rappresentativa. Questo scenario prevede un sistema in cui gli organi eletti governano con l’ausilio di strumenti digitali regolamentati, il cui scopo è quello di potenziare il processo politico e rendere la governance più aperta, trasparente e responsabile. Vi è una solida protezione dei dati, lo Stato investe nelle energie rinnovabili e regola l’industria per ridurre le emissioni. La visione più trasformativa, quella della democrazia digitale partecipativa, descrive una società fortemente incentrata sul cittadino che incoraggia il pensiero critico, il dialogo e la partecipazione. In questo futuro, la tecnologia seguirà un approccio incentrato sull’essere umano e basato sull’open source. Un’economia mista dominata da imprese pubbliche, cooperative e non profit favorisce una cultura civica dinamica in cui le decisioni vengono prese attraverso assemblee cittadine online e piattaforme digitali non commerciali, anziché tramite imposizioni dall’alto. Esplorando possibili scenari futuri, il libro bianco ci incoraggia a chiederci che tipo di società digitale aspiriamo a creare. Per approfondire questo dialogo, il progetto INNOVADE (INNOVAtive DEmocracy through digitalisation) ha ospitato un seminario online(si apre in una nuova finestra) gratuito il 26 maggio. Durante l’evento, il team ha presentato i quattro scenari, la metodologia e i risultati ottenuti, invitando il pubblico a discutere su quale di questi futuri dovremmo perseguire e quali dovremmo prevenire. Una registrazione(si apre in una nuova finestra) del seminario è disponibile su YouTube. Per maggiori informazioni, consultare: Sito web del progetto INNOVADE(si apre in una nuova finestra)