Ridurre la mortalità per cancro nei pazienti affetti da disturbi mentali
Le persone che soffrono di problemi di salute mentale sono anche esposte a un rischio maggiore di cancro e di morte. Le ragioni alla base di questo fenomeno sono molteplici e interconnesse, spiega Igor Grabovac(si apre in una nuova finestra), medico specialista in materia di salute pubblica presso l’Università di Medicina di Vienna(si apre in una nuova finestra). «In genere, li analizziamo su tre livelli: fattori di rischio individuali e comportamenti relativi alla salute, ostacoli che devono affrontare gli operatori sanitari e barriere sistemiche di più ampia portata», afferma. Tra questi figurano una maggiore esposizione a fattori di rischio oncologici come il fumo, «l’oscuramento diagnostico» (pregiudizi cognitivi all’interno dei servizi sanitari che attribuiscono i sintomi fisici a condizioni psichiatriche) e la frammentazione dei sistemi sanitari mentali e fisici. «Questi diversi fattori interagiscono e si sommano tra loro, creando disuguaglianze non solo nell’esposizione ai fattori di rischio di cancro, ma anche nell’accesso alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alle cure», spiega Grabovac. Per affrontare alcune di queste disuguaglianze, il progetto CO-CAPTAIN(si apre in una nuova finestra), finanziato dall’UE, ha sviluppato un intervento di orientamento dei pazienti progettato specificamente per le persone affette da problemi di salute mentale. «L’obiettivo non era solo quello di fornire informazioni accessibili sulla prevenzione del cancro, ma anche di aiutare le persone a raggiungere e utilizzare i servizi pertinenti e di sostenerle nell’adozione di decisioni informate e nell’agire in base alle proprie priorità sanitarie», aggiunge Grabovac.
Co-progettare un intervento di orientamento dei pazienti
Il primo passo è stato quello di co-progettare gli interventi partendo da interviste qualitative con individui che hanno vissuto in prima persona l’esperienza, prestatori di assistenza, familiari e professionisti al fine di individuare gli ostacoli e i fattori facilitanti posti dinanzi alle persone. I workshop progettati a livello collaborativo in quattro paesi pilota hanno quindi contribuito a definire gli interventi specifici, le loro finalità e le modalità ottimali di attuazione nel contesto di ciascun paese. Gli orientatori sono stati quindi formati e inseriti in istituzioni legate alla salute mentale in tutta Europa, quali ospedali, ambulatori e organizzazioni non governative, e insieme ai partecipanti hanno quindi identificato congiuntamente gli obiettivi individuali di prevenzione; al contempo, gli orientatori hanno fornito supporto pratico e motivazionale. «È importante sottolineare che non si è trattato di un’interazione isolata», osserva Grabovac. «Gli orientatori sono rimasti in contatto regolare con i partecipanti, li hanno aiutati a mantenere alta la motivazione, hanno facilitato l’accesso ai servizi pertinenti e hanno collaborato con loro per superare gli ostacoli quando si presentavano delle difficoltà».
Osservare cambiamenti positivi nel rischio di cancro, nella salute e nell’alfabetizzazione sanitaria
La ricerca ha individuato diversi risultati chiave, tra cui esperienze coerenti con il fenomeno dell’«oscuramento diagnostico» all’interno delle strutture sanitarie e di assistenza sociale europee in quattro siti pilota. «Si tratta di un importante promemoria del fatto che ridurre le disuguaglianze relative al cancro non significa solamente cambiare il comportamento individuale», afferma Grabovac. «Dobbiamo anche garantire che le preoccupazioni relative alla salute fisica e le esigenze di prevenzione delle persone affette da problemi di salute mentale ricevano la stessa attenzione di quelle di qualsiasi altro paziente.» Anche i risultati dell’intervento di orientamento dei pazienti sono stati molto incoraggianti. «Abbiamo osservato cambiamenti positivi in diversi comportamenti sanitari legati al rischio di cancro, congiuntamente a miglioramenti nello stato di salute auto-dichiarato e nell’alfabetizzazione sanitaria», aggiunge Grabovac. I ricercatori hanno inoltre riscontrato miglioramenti nei sintomi di salute mentale, il che suggerisce che l’impegno nella prevenzione del cancro possa contribuire in modo più ampio alla salute e al benessere dei pazienti.
Sostenere la prevenzione del cancro e il miglioramento della salute mentale in tutta Europa
Il lavoro svolto nell’ambito del progetto con le parti interessate ha individuato lacune chiave nell’erogazione dei servizi, insegnamenti che sono stati tradotti in raccomandazioni politiche mirate. Queste intuizioni stanno già fornendo informazioni utili per i servizi sanitari in Austria, Polonia e Spagna. Il team ha inoltre sviluppato un nuovo strumento destinato ai responsabili politici e ad altre organizzazioni che simula i risultati attesi da vari approcci tra diversi sottogruppi di persone affette da problemi di salute mentale. La speranza finale è quella di contribuire a un cambiamento di più ampio respiro nel modo in cui viene intesa la prevenzione del cancro, osserva Grabovac, che conclude: «Se vogliamo che la prevenzione del cancro vada a beneficio dell’intera popolazione, i sistemi sanitari devono riconoscere le barriere aggiuntive che i gruppi svantaggiati devono affrontare e fornire un sostegno adeguato al fine di superarle».