57. Innalzamento del livello dei mari: aumentare i dati a disposizione per migliorare le modellazioni
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Abigail Acton
Un buon modo per capire cosa ci attende in futuro è guardare ai contesti simili del passato: Cosa può dirci dunque il ghiaccio preistorico sull'innalzamento del livello dei mari, una delle conseguenze più dannose dei cambiamenti climatici? Il livello medio globale dei mari è aumentato di circa 8 cm dal 1992.
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Abigail Acton
Questo cambiamento minaccia l’economia, l’ecologia e l’esistenza delle regioni costiere di tutto il mondo. La perdita di ghiaccio terrestre e l’espansione termica degli oceani contribuiscono in egual misura a questo fenomeno, e il futuro dell’innalzamento dei mari è destinato a dipendere dal comportamento, altamente incerto, delle calotte antartiche e groenlandesi. Il possibile collasso rapido di queste croste ghiacciate, che potrebbe già essere in corso, ci rende consapevoli di quanto l’umanità sia vulnerabile al cambiamento delle croste ghiacciate.
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Abigail Acton
Per questo, sapere come queste formazioni stanno reagendo al riscaldamento globale è fondamentale per chiarire cosa ci aspetta in futuro. I nostri tre ospiti, tutti beneficiari di fondi europei per la ricerca e l’innovazione, lavorano per approfondire le conoscenze su queste interazioni. Oggi sono qui per raccontarci le loro ricerche. Eric Wolff, membro onorario del British Antarctic Survey, studia il clima e l’ambiente del passato, principalmente a partire da carote di ghiaccio polari (dell’Antartico e della Groenlandia).
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Abigail Acton
È professore di ricerca della Royal Society presso il Dipartimento di scienze della Terra dell’Università di Cambridge. Buongiorno, Eric.
00:01:39:16 - 00:01:40:18
Eric Wolff
Buongiorno.
00:01:40:20 - 00:01:56:19
Abigail Acton
Alessio Rovere, professore presso il Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, si interessa di cambiamenti paleoclimatici e del livello dei mari, nonché di come i processi geologici abbiano modificato le coste nel tempo profondo. Buongiorno, Alessio.
00:01:56:20 - 00:01:57:24
Alessio Rovere
Buongiorno a tutti.
00:01:58:00 - 00:02:20:18
Abigail Acton
Buongiorno. Gaël Durand, direttore della ricerca presso il Centro nazionale francese per la ricerca scientifica (CNRS), è specializzato nella modellazione delle croste ghiacciate polari e della dinamica dei ghiacciai costieri, con particolare attenzione al loro impatto sull’innalzamento del livello dei mari. È particolarmente interessato a comprendere la stabilità delle croste ghiacciate e le loro potenziali risposte ai cambiamenti climatici. Buongiorno, Gaël.
00:02:20:22 - 00:02:22:16
Gaël Durand
Buongiorno. Grazie.
00:02:22:18 - 00:02:36:08
Abigail Acton
Eric, inizierò da lei. Il progetto WACSWAIN mirava a capire cosa accadde alla crosta ghiacciata dell’Antartide occidentale durante l’ultimo periodo interglaciale. Quando è stato l’ultimo periodo interglaciale e perché è così importante conoscerlo, oggi?
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Eric Wolff
L’ultimo periodo interglaciale risale solo a poche migliaia di anni fa, circa 125 000. È un periodo in cui sappiamo che le regioni polari erano un po’ più calde di oggi. Esistono prove, in particolare nei coralli, che indicano che il livello del mare era più alto dell’attuale. Da ciò capiamo che la calotta antartica, in parte, deve essere andata perduta durante l’ultima interglaciazione.
00:03:00:23 - 00:03:18:13
Eric Wolff
Siamo particolarmente interessati all’Antartide occidentale, che è considerata la parte più vulnerabile e, come glaciologo, mi ha scioccato il fatto che non lo sapessimo. In realtà non avevamo alcuna prova diretta che la crosta ghiacciata dell’Antartide occidentale fosse presente o completamente assente in questo momento cruciale del passato.
00:03:18:14 - 00:03:20:21
Abigail Acton
Caspita, è una bella lacuna nella conoscenza.
00:03:20:22 - 00:03:37:16
Eric Wolff
Esatto. Abbiamo quindi cercato di trovare un modo per scoprirlo. L’approccio che ho adottato, che è la mia specialità, è stato quello di estrarre una carota di ghiaccio in un’area molto vicina alla crosta ghiacciata dell’Antartide occidentale. Perché sarebbe stata sensibile alla presenza o all’assenza di quel ghiaccio.
00:03:37:17 - 00:03:47:23
Abigail Acton
Capisco. Deve essere stato molto difficile. Può dirci di più su come si procede all’estrazione di carote di ghiaccio così antiche? Devono essere campioni immensi, grandi e molto lunghi.
00:03:48:01 - 00:04:16:08
Eric Wolff
Sì. Questa carota di ghiaccio era lunga 650 m. Ma non voglio che pensiate che da qualche parte abbiamo un unico pezzo di ghiaccio lungo 650 m: in realtà estraiamo sezioni di 1 o 2 metri e le conserviamo in un congelatore non lontano da Cambridge. Per estrarle, abbiamo dovuto recarci in Antartide. In primo luogo, abbiamo dovuto trovare il posto giusto dove pensavamo di trovare questo ghiaccio particolarmente sensibile alla presenza della crosta ghiacciata, e che fosse accessibile per noi.
00:04:16:08 - 00:04:45:18
Eric Wolff
Ma era un luogo piuttosto inaccessibile. L’abbiamo estratto in una sola stagione sul campo, ossia circa tre mesi, tra novembre e gennaio, nell’estate dell’emisfero meridionale. Ci siamo recati sul posto a novembre 2018. Siamo una squadra di otto persone, e abbiamo trascorso molto tempo a scavare, e poi a perforare, a tagliare il ghiaccio con una sega a nastro, per poi metterlo in scatole di polistirolo e spedirlo nel Regno Unito per le analisi.
00:04:45:19 - 00:04:47:24
Abigail Acton
Scatole di polistirolo accuratamente etichettate.
00:04:48:00 - 00:04:55:16
Eric Wolff
Tutte accuratamente etichettate per ogni campione. E la cosa più importante è questa: ogni carota di ghiaccio ha una freccia che punta verso l’alto, perché è un peccato capovolgere 100 anni di storia.
00:04:55:21 - 00:05:07:00
Abigail Acton
Sì, è vero. Non avevo mai pensato a questo tipo di etichettatura, al fatto di mettere una freccia verso l’alto o il basso. Assolutamente, sì. Siete soddisfatti della quantità di campioni che avete estratto? Sentiva di essere nel posto giusto e di aver ottenuto ciò di cui aveva bisogno?
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Eric Wolff
Sì. La cosa fondamentale è che siamo arrivati in fondo senza perdere la trivella, il che è sempre una cosa importante. Quindi oggi abbiamo 650 m di campione. In seguito, dopo le analisi, è emerso che risale effettivamente al periodo che ci interessava, 125 000 anni fa. Così, dopo aver preso un bel po’ di freddo ai piedi e alle mani, abbiamo avuto quello che cercavamo.
00:05:25:08 - 00:05:33:10
Abigail Acton
Fantastico. Guardandolo, come sapevate che vedevate le caratteristiche ricercate, in merito all’età, ad esempio. Come sapevate che si trattava di un campione adeguato?
00:05:33:12 - 00:05:51:09
Eric Wolff
Ci sono molti modi per scoprire l’età del ghiaccio. Possiamo fare un confronto con le precedenti carote raccolte in altre parti dell’Antartide che risalgono allo stesso periodo, e ad alcuni elementi come la concentrazione di gas serra, ad esempio, che dovrebbero essere gli stessi in ogni carota di ghiaccio scavata in Antartide. Così possiamo abbinare gli schemi ripetuti.
00:05:51:10 - 00:06:04:01
Eric Wolff
Abbiamo anche inviato alcuni campioni a un laboratorio in grado di misurare un elemento radioattivo, il kripton-81, che è sensibile all’età del ghiaccio. Poi abbiamo effettuato alcuni controlli vicino al fondo per assicurarci di avere davvero il ghiaccio dell’età che pensavamo.
00:06:04:02 - 00:06:07:03
Abigail Acton
Ottimo. Ok. E cosa ci dicono i campioni?
00:06:07:05 - 00:06:27:23
Eric Wolff
Le due cose più importanti che i campioni ci hanno raccontato sono queste. In primo luogo, è emerso che il ghiaccio è un po’ più caldo di quanto ci si aspetterebbe per quel periodo, il che implica che la crosta ghiacciata è un po’ più sottile di quanto non fosse in passato, e dunque che c’era meno ghiaccio in passato. Quindi la crosta ghiacciata dell’Antartide occidentale è effettivamente scomparsa parzialmente in quel periodo.
00:06:28:00 - 00:06:47:23
Eric Wolff
Ma si trova anche accanto a quello che chiamiamo banco di ghiaccio, ovvero centinaia di chilometri di ghiaccio galleggiante che si è staccato dalla crosta ghiacciata e galleggia sull’oceano. Molti modelli di crosta ghiacciata suggeriscono che, in una situazione di riscaldamento, quel banco di ghiaccio scomparirebbe. Possiamo sapere se ciò è avvenuto, perché possiamo misurare il sale marino nel ghiaccio.
00:06:47:23 - 00:07:09:09
Eric Wolff
Il sale marino, ovviamente, proviene dal bordo del ghiaccio, dall’acqua dell’oceano sul bordo del ghiaccio. Attualmente l’acqua del mare si trova a 600 km di distanza dal punto in cui stavamo trivellando. Se il banco di ghiaccio fosse scomparso, si troverebbe a 50 km di distanza e sarebbe una località balneare. Potremmo sentire l’odore del sale nell’aria e misurarlo nelle carote di ghiaccio, ma in realtà abbiamo scoperto che non è cambiato.
00:07:09:09 - 00:07:27:12
Eric Wolff
Questo implica che la banchisa non si è ritirata. Quindi abbiamo una notizia buona e una cattiva. La cattiva notizia è che la crosta di ghiaccio era più piccola nell’ultimo periodo interglaciale, quella buona è che non abbiamo perso il banco di ghiaccio, che è fondamentale per trattenere i ghiacci interni. Dunque la situazione non è così grave come alcuni suggerivano.
00:07:27:13 - 00:07:32:20
Abigail Acton
Giusto. Quindi il banco di ghiaccio funge quasi da barriera per impedire che la crosta ghiacciata scivoli nell’acqua.
00:07:32:21 - 00:07:40:19
Eric Wolff
Esattamente. Agisce come un freno. In realtà la definiamo un freno, come una mano che spinge contro il ghiaccio e lo ferma.
00:07:40:19 - 00:07:42:01
Abigail Acton
Tenendolo in posizione.
00:07:42:02 - 00:07:42:13
Eric Wolff
Sì.
00:07:42:19 - 00:07:51:11
Abigail Acton
Grazie. Molto interessante! Grazie. Fantastico. Grazie mille, Eric, per avercelo spiegato. Qualcuno ha osservazioni o commenti? Gaël, qual è la sua domanda?
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Gaël Durand
Siete riusciti a ricostruire il volume perso in quel periodo dall’Antartide occidentale?
00:07:58:14 - 00:08:15:15
Eric Wolff
Non posso dire che siamo stati così precisi. Possiamo fare una stima di quanto si sia assottigliato il ghiaccio nella zona in cui ci troviamo, e possiamo esaminare i modelli di ghiaccio che sono stati prodotti per l’ultimo periodo interglaciale e vedere se sono coerenti con quanto abbiamo detto, ma non possiamo fare una vera e propria stima. Questa credo possa essere la mia risposta.
00:08:15:15 - 00:08:26:09
Eric Wolff
Il vantaggio principale è che ci ha permesso di escludere alcune versioni dei modelli di crosta ghiacciata secondo cui i banchi di ghiaccio sono scomparsi o, al contrario, non è successo nulla.
00:08:26:10 - 00:08:29:00
Abigail Acton
Ci dà un’immagine più accurata di ciò che accadeva in quel periodo.
00:08:29:01 - 00:08:34:11
Eric Wolff
Sì, ma abbiamo bisogno di più modelli per avere più possibilità di capire cosa è successo.
00:08:34:12 - 00:08:40:22
Abigail Acton
Credo che ci arriveremo tra non molto. Ottimo. Perfetto. È un’ottima continuazione. Alessio, vuole chiedere qualcosa?
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Alessio Rovere
Sì. Ho una domanda per Eric. L’ultimo periodo interglaciale è durato 15 000 anni più o meno. Avete qualche indizio su quando è avvenuto lo scioglimento (presto? tardi?) in questo lungo lasso di tempo?
00:08:55:13 - 00:09:15:08
Eric Wolff
Sono abbastanza sicuro... anche se in realtà ci manca una piccolissima quantità di ghiaccio proprio all’inizio dell’interglaciale... ma è abbastanza chiaro che era al minimo verso l’inizio dell’interglaciale. Sì. Non è sorprendente per noi, sulla base di altre cose che sapevamo, ma è questo che è emerso dalle ricerche.
00:09:15:09 - 00:09:16:07
Abigail Acton
Una conferma.
00:09:16:08 - 00:09:16:18
Eric Wolff
Sì.
00:09:16:19 - 00:09:39:16
Abigail Acton
Grazie. Ora passiamo a lei, Alessio. WARMCOASTS offre nuovi approfondimenti sugli scenari del livello del mare e delle tempeste, che possono aiutarci a valutare in che misura l’aumento della temperatura globale influirà sulle aree costiere. Eric ci ha illustrato quello che i campioni di ghiaccio possono dirci sulle croste ghiacciate dell’ultimo periodo interglaciale, ma lei può dirci perché quel periodo può aiutarci con le simulazioni del futuro?
00:09:39:17 - 00:10:03:19
Alessio Rovere
Sì, certo. Innanzitutto, WARMCOASTS è nato perché non mi piace andare sul ghiaccio come fanno Eric e i suoi colleghi. Mi piacciono più gli ambienti tropicali. Ed è lì che stiamo lavorando. Siamo alla ricerca di proxy, o indicatori indiretti, di ciò che è accaduto in Antartide. Cerchiamo di capire come quegli eventi possono influire sulle coste anche lontane dall’Antartide.
00:10:03:20 - 00:10:06:03
Abigail Acton
Posso chiederle di spiegare cos’è un proxy?
00:10:06:04 - 00:10:33:18
Alessio Rovere
Sì. Un proxy, fondamentalmente, è un dato leggibile nella documentazione geologica che ci dà un indizio su una caratteristica degli avvenimenti passati della Terra. Abbiamo dei proxy del livello del mare, ad esempio un corallo che cresceva molto tempo fa in una vecchia barriera corallina. Abbiamo dei proxy delle tempeste, come le sabbie depositate in cima a una linea costiera che si sono depositate in un certo modo e che ci ricordano la presenza di tempeste.
00:10:33:19 - 00:10:34:22
Abigail Acton
Quindi è come una prova.
00:10:34:23 - 00:10:36:21
Alessio Rovere
Sì, è una paleo-prova.
00:10:36:22 - 00:10:38:04
Abigail Acton
Paleo-prova. Ottimo. Fantastico.
00:10:38:04 - 00:10:40:03
Alessio Rovere
Paleo-prova per...
00:10:40:05 - 00:10:41:06
Abigail Acton
... per gli eventi passati.
00:10:41:07 - 00:10:41:15
Abigail Acton
Sì.
00:10:41:16 - 00:10:47:12
Abigail Acton
Fantastico. Ci racconti qualcosa di più. Perché l’ultimo periodo Interglaciale è così significativo a questo livello?
00:10:47:13 - 00:11:14:17
Alessio Rovere
L’ultimo periodo Interglaciale è molto significativo perché è stato l’ultimo periodo in cui la Terra è stata, non dico calda come oggi, ma leggermente più calda di oggi. Ci sono molte stime diverse, ma si parla di un paio di gradi Celsius in più rispetto al periodo preindustriale a livello globale. E ai poli pensiamo che siano 5/8 gradi...
00:11:14:18 - 00:11:37:13
Eric Wolff
... gradi in più, e qualcuno dice che l’aumento sia ancora maggiore. Stiamo quindi parlando di un mondo molto simile a quello in cui ci troviamo, verso il quale stiamo andando. Dunque è interessante vedere se questo è accaduto in passato per ragioni diverse da quelle di oggi. Come possiamo creare una proiezione del futuro?
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Alessio Rovere
Come possiamo cercare di capire meglio il futuro usando il passato? Questo è il fondamento della geologia, direi.
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Abigail Acton
Giusto. Fantastico. Che cosa ha fatto in concreto il progetto WARMCOASTS? Cosa avete trovato e cosa avete fatto?
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Alessio Rovere
In pratica, ci siamo recati in diversi siti lungo l’Atlantico. Siamo partiti dalla Patagonia, in Argentina, e ci siamo spinti fino al Brasile, per poi raggiungere le coste dei Caraibi. Poi siamo andati sulla costa orientale degli Stati Uniti alla ricerca di questi proxy. Siamo andati dunque alla ricerca di antichi coralli, antichi depositi di spiaggia depositati nell’ultimo periodo interglaciale, che potrebbero darci indizi su ciò che è accaduto in termini di livello del mare e tempeste durante questo periodo del passato.
00:12:24:12 - 00:13:00:15
Alessio Rovere
Volevamo quindi avere un quadro dell’Atlantico di quel periodo, osservando paleocoralli, coralli fossili, conchiglie fossili e depositi di spiagge cementate leggermente al di sopra del livello del mare moderno. Questo è ciò che abbiamo fatto. Abbiamo usato varie tecniche. Oltre alla normale geologia di campagna, abbiamo usato il georadar per guardare sotto la superficie e vedere come la spiaggia rispondeva al clima passato sotto la superficie.
00:13:00:15 - 00:13:16:02
Alessio Rovere
Abbiamo usato diverse tecniche di datazione, perché ogni volta che si trova un oggetto come una conchiglia o un corallo che può essere datato, si possono usare diversi metodi geochimici per assegnargli un’età. Non possiamo sapere l’età della conchiglia solo guardandola, dobbiamo portarla in laboratorio.
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Abigail Acton
Certo, sembra che qui si riuniscano molte discipline diverse, perché esiste un’ampia gamma di specializzazioni che vi permettono di ottenere questi approfondimenti. È così?
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Alessio Rovere
Sì, sono molte. Io sono un geologo di campagna, quindi ero io a fare le misurazioni e le raccolte sul campo. Ma molti altri colleghi si riuniscono, molti laboratori diversi si uniscono per applicare i diversi metodi geochimici per datare una conchiglia, ad esempio, o un corallo.
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Alessio Rovere
Per questo è necessario avere molti buoni collaboratori sparsi per il mondo e lavorare con loro.
00:13:52:12 - 00:14:06:01
Abigail Acton
Sembra che siate riusciti a generare un’enorme quantità di dati. Stavate studiando molti aspetti diversi in un’area geografica molto vasta. In che modo le persone possono consultare i vostri dati? Sono solo per altri scienziati o chiunque sia interessato può dare un’occhiata? Ci racconti dell’accessibilità.
00:14:06:01 - 00:14:39:10
Alessio Rovere
In realtà è interessante, perché i dati sono assolutamente disponibili per tutti. Abbiamo un sito web in cui abbiamo raccolto non solo quello che abbiamo fatto, quello che abbiamo trovato in giro per il mondo, ma anche quello che persone come noi hanno trovato dagli anni Trenta a oggi. Abbiamo quindi circa un secolo di ricerche riassunte in un grande database, chiamato World Atlas of Last Interglacial Shorelines (atlante mondiale delle linee di costa dell’ultimo periodo interglaciale), dove chiunque può controllare se ha una paleo-linea di costa nel proprio giardino.
00:14:39:11 - 00:14:40:17
Abigail Acton
Affascinante.
00:14:40:19 - 00:14:46:02
Alessio Rovere
Il che accade spesso, perché ci sono diverse migliaia di questi luoghi sparsi per il mondo.
00:14:46:03 - 00:14:49:18
Abigail Acton
Sì. Potreste trovarvi vicino a uno di essi. Qual è il sito web?
00:14:49:19 - 00:14:56:18
Alessio Rovere
È warmcoasts.eu. Da lì si deve aprire il database WALIS.
00:14:56:20 - 00:15:10:09
Abigail Acton
Fantastico. Dovremmo tutti andare a consultare WALIS. Non abito lontano dalla costa di Brighton e dalle scogliere bianche di Dover. Sicuramente ci sarà qualcosa di interessante per me. Sulle spiagge circostanti si trovano molti fossili interessanti. Quindi forse c’è dell’altro.
00:15:10:10 - 00:15:15:09
Alessio Rovere
Sarebbero più vecchi. Ma si potrebbe trovare qualcosa dell’ultimo interglaciale.
00:15:15:11 - 00:15:34:02
Abigail Acton
Sì, è vero. Sono più vecchi. Mi sono appena tornate in mente le mie poche conoscenze geologiche. Date un’occhiata, e cercate di scoprire se nella vostra zona ci sono informazioni interessanti. C’è qualcosa di specifico che vorrebbe che ricordassimo del suo progetto? C’è qualcosa che ritiene di particolare interesse, per chiunque si occupi delle politiche, o ci sono dei punti chiave che vorrebbe sottolineare?
00:15:34:03 - 00:15:58:02
Alessio Rovere
In riferimento anche dalla ricerca di Eric, sappiamo che l’Antartide sarà probabilmente uno dei problemi che dovremo affrontare in futuro. E probabilmente lo stiamo già affrontando in parte. In precedenza, si pensava che il livello del mare durante l’ultimo periodo interglaciale fosse, diciamo, da 5 a 10 metri sopra il livello attuale.
00:15:58:02 - 00:16:30:08
Alessio Rovere
Ma, anche grazie alle nostre ricerche, cominciamo a pensare che forse era un po’ più basso, circa 2 o 3 metri, 4 metri al massimo come picco durante l’ultimo periodo interglaciale. Le diverse croste ghiacciate potrebbero aver contribuito in modo diverso o con tempistiche diverse. Da qui la domanda che ho posto a Eric prima. Ma è molto importante ricordare: se in un periodo più caldo, simile a quello verso cui stiamo andando, ad esempio di 2 °C globali... si parla di queste cifre, giusto?
00:16:30:09 - 00:16:54:12
Alessio Rovere
Sono queste le cifre di cui si parla per le politiche. Ecco, se questo è ciò che si è prodotto durante un periodo più caldo, diciamo un paio di metri di innalzamento del livello del mare, allora se pensiamo alle nostre coste, anche a un metro di innalzamento sarebbe un grande problema per noi. Quindi dobbiamo riflettere. E io vivo a Venezia, quindi so di cosa parliamo.
00:16:54:14 - 00:16:56:10
Abigail Acton
Sì. Alcuni luoghi sono più vulnerabili di altri.
00:16:56:11 - 00:16:57:10
Alessio Rovere
Sì.
00:16:57:11 - 00:17:02:07
Abigail Acton
Grazie mille, Alessio. Qualcuno ha osservazioni o domande per Alessio? Gaël, prego.
00:17:02:08 - 00:17:07:20
Gaël Durand
E per quanto riguarda le tempeste, questo cambia qualcosa con il tempo durante quel periodo?
00:17:07:22 - 00:17:32:01
Alessio Rovere
Posso dire che trovare i proxy per le tempeste è stato incredibilmente difficile. Ci abbiamo provato con tutte le nostre forze, ma era molto complesso. Quindi non posso dare una risposta, perché abbiamo trovato alcune prove di tempeste passate, ma siamo arrivati a perfezionare i modelli presi in prestito dall’ingegneria costiera, fondamentalmente, per capire meglio le tempeste.
00:17:32:01 - 00:17:56:17
Alessio Rovere
Si tratta quindi di una domanda che lasciamo alle future generazioni di scienziati. In alcuni luoghi, come alle Bahamas, si può notare che le tempeste sono state forse un po’ più forti di oggi. Una delle cose di cui sono più convinto, osservando alcuni proxy, è che probabilmente c’è stato un cambiamento nella direzione della tempesta, non tanto nell’intensità, ma nella direzione.
00:17:56:20 - 00:18:19:20
Alessio Rovere
Oggi tutto ciò che abbiamo costruito sulle coste si basa sull’intensità e sulla direzione delle tempeste. Ad esempio, la costruzione dei porti dipende dall’intensità e dalla direzione. Se cambia la direzione, anche solo di pochi gradi, è molto pericoloso. E in alcuni luoghi pensiamo che possa essere successo. In Argentina, per esempio.
00:18:19:20 - 00:18:22:07
Alessio Rovere
Quindi è un aspetto di cui dobbiamo essere consapevoli.
00:18:22:07 - 00:18:24:06
Abigail Acton
Un altro elemento da aggiungere al quadro.
00:18:24:07 - 00:18:24:19
Alessio Rovere
Sì.
00:18:24:20 - 00:18:38:17
Abigail Acton
Sì. Grazie per la domanda. Ora passiamo a lei, Gaël. Abbiamo bisogno di capire meglio le interazioni tra l’atmosfera, l’oceano e le croste ghiacciate, ed è qui che entra in gioco il progetto PROTECT. Gaël, mi dica: perché questo campo di ricerca l’ha interessata?
00:18:38:19 - 00:19:10:12
Gaël Durand
In realtà, ho iniziato la mia ricerca studiando il clima passato. E in effetti, durante il mio dottorato, ho lavorato insieme a Eric al progetto EPICA, con le carote di ghiaccio del DOME C in Antartide, che si proponeva di rivelare la storia del clima degli ultimi 800 000 anni. Questo accadeva circa venti anni fa. In quel periodo, nuove osservazioni satellitari hanno iniziato a dimostrare che le croste ghiacciate stavano perdendo massa e stavano contribuendo all’innalzamento a una velocità superiore di quella prevista.
00:19:10:12 - 00:19:40:05
Gaël Durand
Si trattava quindi di un argomento stimolante per un giovane ricercatore. Inoltre, l’aumento del livello dei mari non è semplicemente un argomento scientifico, ma una questione fondamentale per l’organizzazione a lungo termine delle società umane. Quindi sappiamo già che il livello del mare si sta innalzando, sappiamo che questo processo continuerà per secoli. Ma a quale ritmo? Questa rimane una domanda fondamentale anche dopo due decenni di sforzi da parte della comunità di ricerca.
00:19:40:05 - 00:19:54:03
Gaël Durand
Quindi avere un ruolo modesto in una questione sociale così importante era un’idea che mi piaceva molto. Da una prospettiva scientifica, ciò che personalmente trovo affascinante è il comportamento altamente non lineare dei problemi.
00:19:54:04 - 00:20:02:06
Abigail Acton
Il comportamento altamente non lineare. Cosa intende dire con questo? Quando si parla di non linearità, si intende che non è prevedibile, che solo perché qualcosa accade in un momento non significa che si ripeterà.
00:20:02:07 - 00:20:19:10
Gaël Durand
Non intendo che non sia prevedibile. Intendo che la risposta non è solo graduale, in modo semplice e prevedibile. Possono esistere soglie e oltre le quali la regione della crosta ghiacciata potrebbe subire un ritiro autosostenuto.
00:20:19:13 - 00:20:24:01
Abigail Acton
Ho capito cosa intende. Vuole dire che ci sono dei fattori scatenanti che possono far accadere le cose in modo discontinuo?
00:20:24:02 - 00:20:24:21
Gaël Durand
Esattamente.
00:20:24:22 - 00:20:42:20
Abigail Acton
Sì. Sì. Può dirmi... PROTECT ha riunito questi diversi parametri: l’atmosfera, l’oceano e la crosta ghiacciata. Abbiamo parlato un po’ del ghiaccio e di ciò che può rivelare. Studiare le coste oggi può dirci qualcosa sul passato. Lei ha unito tutte e tre queste cose.
00:20:42:20 - 00:20:45:21
Abigail Acton
Può parlarmi delle attività del progetto?
00:20:45:22 - 00:21:10:20
Gaël Durand
Quindi, l’incertezza maggiore nell’innalzamento del livello del mare per i prossimi secoli è chiaramente legata all’evoluzione di entrambe le croste ghiacciate, e l’unico strumento disponibile per indagare il futuro, in modo simile alle previsioni meteorologiche, sono i modelli numerici. PROTECT vuole quindi contribuire al miglioramento dei modelli climatici e della crosta ghiacciata e, auspicabilmente, fornire maggiori certezze sul futuro innalzamento del livello del mare.
00:21:10:22 - 00:21:37:08
Gaël Durand
Ci sono vari modi per farlo. Per prima cosa, dobbiamo comprendere meglio alcuni processi critici e la loro rappresentazione nei modelli numerici. Ad esempio, l’acqua dell’oceano potrebbe scorrere sotto la crosta ghiacciata, lubrificare il sostrato roccioso e favorire lo scivolamento del ghiacciaio, aumentandone il flusso verso il mare e quindi il contributo all’aumento del livello del mare.
00:21:37:10 - 00:22:04:20
Gaël Durand
Anche se le croste ghiacciate sono lontane da noi, non sono isolate dal resto del sistema climatico. Rispondono alle forze degli oceani, dell’atmosfera, persino della crosta e del mantello terrestre. È quindi fondamentale rappresentare meglio questa interazione nei modelli. È come un ricordo di un artefatto del passato. Oggi la Scandinavia si sta sollevando perché 20 000 anni fa c’era un’enorme crosta ghiacciata.
00:22:04:20 - 00:22:23:12
Gaël Durand
Quindi, a causa del carico della crosta ghiacciata, la crosta terrestre è sprofondata e ora non c’è più la crosta ghiacciata. Quindi sta salendo. Questo vale anche per la Groenlandia e l’Antartide, perché prima la crosta ghiacciata era più grande. Se continuiamo a perdere massa, questo aumento cambierà. Dobbiamo quindi tenere conto di questo cambiamento.
00:22:23:17 - 00:22:26:19
Abigail Acton
Quindi l’idea è che il terreno potrebbe alzarsi leggermente.
00:22:26:21 - 00:22:27:17
Gaël Durand
Esattamente.
00:22:27:18 - 00:22:41:23
Abigail Acton
Oh, ok. Interessante Sì. Quindi potremmo sollevarci un po’ di più, come un tappo di sughero, al di sopra dei livelli crescenti del mare. Quindi i movimenti dei ghiacci e il loro scioglimento innalzano il livello degli oceani, ma forse anche le terre emerse si alzano leggermente.
00:22:42:00 - 00:22:51:23
Gaël Durand
Sì. In generale, oggi in Scandinavia il livello del mare non si sta alzando, ma si sta riducendo. Ma in realtà non è il mare ad abbassarsi, è il suolo che si sta alzando.
00:22:52:03 - 00:22:58:20
Abigail Acton
Affascinante. Grazie. Ci sono altre cose da tenere in considerazione quando si esegue una modellazione delle caratteristiche?
00:22:58:22 - 00:23:21:17
Gaël Durand
Sì. In genere l’Antartide è estremamente fredda e lo scioglimento alla superficie della terra è estremamente limitato. Tuttavia, a seconda dell’evoluzione del clima, potrebbe cambiare davvero in futuro. Sappiamo dall’osservazione della Groenlandia che un po’ di scioglimento porta ad altro scioglimento. È quello che chiamiamo circuito di retroazione positivo, ed è importante tenerne conto.
00:23:21:19 - 00:23:45:17
Gaël Durand
Sappiamo anche che in Antartide i cambiamenti che stiamo osservando sono dovuti all’intrusione di acqua calda dall’oceano sotto il banco di ghiaccio, che lo rende fragile e porta la crosta ghiacciata a scorrere più velocemente. Dobbiamo quindi comprendere meglio questa connessione tra l’oceano e la crosta ghiacciata.
00:23:45:21 - 00:23:57:11
Abigail Acton
Dopo tutto questo lavoro di modellazione e questi complessi sistemi di modellazione che siete riusciti a creare, può dirci qualcosa del progetto che le sembra davvero memorabile o di cui dovremmo già prendere nota?
00:23:57:13 - 00:24:34:10
Gaël Durand
Credo che stiano emergendo due aspetti importanti. Il primo è che spesso si sente dire che i modelli di crosta ghiacciata sono in disaccordo fra loro. Credo che ci sia molto più accordo di quanto pensiamo per i prossimi decenni e che la misura dell’innalzamento del livello del mare per i prossimi decenni possa essere definita con abbastanza precisione. L’altro punto, e credo che questo sia davvero importante, è che a causa di questa soglia, e poiché la crosta ghiacciata e il ghiacciaio sono elementi relativamente lenti del sistema climatico, si osserva quello che chiamiamo aumento obbligato del livello del mare.
00:24:34:10 - 00:24:54:14
Gaël Durand
Oggi abbiamo già dato il via all’innalzamento del livello del mare a un livello determinato. In genere, qualsiasi cosa facciamo, anche se seguiamo l’Accordo di Parigi, è probabile che a lungo termine perderemo il 30 % dei ghiacciai. Ma a seconda di ciò che faremo in futuro, ci sarà un aumento obbligato ancora più alto a lungo termine.
00:24:54:19 - 00:25:06:01
Abigail Acton
Capisco. Si tratta quindi di una proiezione a lungo termine. E abbiamo già determinato, come diceva, un aumento di una certa quantità. Grazie. Molto interessante. Grazie mille. Qualcuno ha domande od osservazioni? Sì, Eric.
00:25:06:02 - 00:25:15:10
Eric Wolff
Gaël, lei studia sia la crosta della Groenlandia che quella dell’Antartide Quale delle due dovrebbe preoccuparci di più?
00:25:15:11 - 00:25:51:06
Gaël Durand
Direi che è l’Antartide, per due motivi. Primo, perché è enorme. Si tratta di 60 metri, circa 58 metri di livello del mare che si trova sopra il continente antartico, mentre in Groenlandia sono circa sette metri. Quindi, in termini di potenziale, c’è molto più ghiaccio che può essere mobilitato per andare verso l’oceano. Inoltre, il contributo all’innalzamento del livello potrebbe essere molto più rapido se questa instabilità iniziasse a manifestarsi e ad aumentare nei prossimi decenni e secoli.
00:25:51:06 - 00:26:00:09
Gaël Durand
Quindi temerei di più l’Antartide, ma sono di parte. Questa è la crosta di ghiaccio che ho nel cuore.
00:26:00:11 - 00:26:10:12
Abigail Acton
È un’area molto interessante. Ricordo di aver letto un libro molti anni fa e di essere sempre stato totalmente catturato dall’idea dell’Antartide. Ora è un... Gaël, l’ha visitata?
00:26:10:13 - 00:26:20:21
Gaël Durand
Sì, sono stato nel DOME C a Concordia quasi 25 anni fa. È stato fantastico. Ci si rende conto di quanto sia grande.
00:26:20:23 - 00:26:26:18
Abigail Acton
Un ambiente alieno completamente diverso. Sì. Affascinante. Ci sono altri commenti o osservazioni?
00:26:26:19 - 00:26:40:05
Eric Wolff
Anche io avrei una domanda per Gaël, perché è molto più vicino all’applicazione e alle politiche di quanto non lo siamo io e Alessio. Ritiene che la gente ascolti quando la si mette in guardia sull’innalzamento del livello del mare?
00:26:40:07 - 00:27:14:19
Gaël Durand
È una domanda molto difficile. Direi che sì, le persone sono spaventate, ma non ascoltano molto, nel senso che noi, che siamo esperti del livello del mare, siamo più interessati ai prossimi decenni. Penso che il problema sia su una scala temporale più lunga nella nostra organizzazione globale. È difficile da spiegare che sì, quello che stiamo facendo ora ha ripercussioni su varie generazioni future e che dovremmo agire subito.
00:27:14:21 - 00:27:28:09
Abigail Acton
Una dichiarazione forte per concludere l’episodio. Grazie mille. Ottimo. Sì. Grazie per il vostro importante lavoro. Quantomeno, ora sta raggiungendo un pubblico un po’ più ampio. Speriamo che chi ci ascolta ne tenga conto. Grazie per il vostro tempo.
00:27:28:10 - 00:27:29:02
Alessio Rovere
Grazie.
00:27:29:03 - 00:27:29:12
Eric Wolff
Buona giornata.
00:27:29:13 - 00:27:30:17
Gaël Durand
Grazie. Buona giornata.
00:27:30:18 - 00:27:31:14
Alessio Rovere
Arrivederci.
00:27:31:15 - 00:28:04:15
Abigail Acton
A presto. Grazie per essere stati con noi. Se vi è piaciuto questo podcast, seguiteci su Spotify e Apple Podcast e date un’occhiata alla home page sul sito web di CORDIS. Iscrivetevi per non perdere le ricerche più interessanti e la scienze e l’innovazione finanziate dall’UE. Se vi è piaciuto questo episodio, perché non spargere la voce? Nelle puntate precedenti, abbiamo parlato di come i robot possono aiutare i piccoli produttori di vino a rimanere in attività, di modi innovativi per identificare gli agenti chimici usati in eventuali attacchi terroristici e di come il microbioma intestinale potrebbe influenzare la risposta dei pazienti alla chemioterapia.
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Abigail Acton
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Una modellazione più precisa del livello futuro dei mari considerando l’ultimo periodo interglaciale
Il livello medio globale dei mari è aumentato di circa 8 cm dal 1992, minacciando l’economia, l’ecologia e l’esistenza delle regioni costiere di tutto il mondo. La perdita di ghiaccio terrestre e l’espansione termica degli oceani contribuiscono in egual misura a questo fenomeno, e il futuro dell’innalzamento dei mari è destinato a dipendere dal comportamento, altamente incerto, delle croste ghiacciate antartiche e groenlandesi. Il possibile collasso rapido di queste croste ghiacciate, che potrebbe già essere in corso, ci rende consapevoli di quanto l’umanità sia vulnerabile al cambiamento delle croste ghiacciate. Per questo, sapere come queste formazioni stanno reagendo al riscaldamento globale è fondamentale per chiarire cosa ci aspetta in futuro. I nostri tre ospiti, tutti beneficiari di fondi europei per la ricerca e l’innovazione, lavorano per approfondire le conoscenze su queste interazioni. Sono qui con noi oggi a condividere il loro lavoro. Il primo ospite è Eric Wolff(si apre in una nuova finestra), membro onorario del British Antarctic Survey(si apre in una nuova finestra), che studia il clima e l’ambiente del passato, principalmente a partire dalle carote di ghiaccio dell’Antartide e della Groenlandia. È professore di ricerca della Royal Society presso il Dipartimento di scienze della Terra(si apre in una nuova finestra) dell’Università di Cambridge e ha coordinato il progetto WACSWAIN. Alessio Rovere(si apre in una nuova finestra), professore presso il Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatiche e Statistica(si apre in una nuova finestra) dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, si interessa dei cambiamenti paleoclimatici e del livello dei mari e a come i processi geologici hanno modificato le linee di costa nel tempo profondo, un tema che ha esplorato nell’ambito del progetto WARMCOASTS. Gaël Durand(si apre in una nuova finestra), direttore della ricerca presso il Centro nazionale francese per la ricerca scientifica(si apre in una nuova finestra) (CNRS), è specializzato nella modellazione delle croste ghiacciate polari e della dinamica dei ghiacciai costieri e studia, in particolare, il loro impatto sull’innalzamento del livello dei mari. Attraverso il progetto PROTECT, ha ampliato le conoscenze sulla stabilità delle croste ghiacciate e sulle loro potenziali risposte ai cambiamenti climatici.
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